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Scuole paritarie: Azzolini (Age), "i genitori sono i titolari del diritto di educare i loro figli"   versione testuale
Un incontro a Roma per ribadire che "non chiediamo soldi per le scuole paritarie. Vogliamo piuttosto che le famiglie possano scegliere tra una buona scuola statale e una buona scuola paritaria".

(Roma, 16 giugno 2016) - “Sostenere le scuole paritarie significa sostenere la scuola pubblica”. Lo afferma il ministro dell’Istruzione, università e ricerca, Stefania Giannini, in un messaggio letto nel corso della presentazione, ieri a Roma, del libro “Il diritto di apprendere. Nuove linee di investimento per un sistema integrato”. “In linea con il dettato costituzionale – ha sottolineato il ministro, che ha scritto anche la prefazione del volume – le scuole paritarie rendono concreto quel principio di sussidiarietà nel mondo della scuola e quel pluralismo che una società avanzata ormai richiede”. Scuole paritarie e scuole statali, infatti, “camminano insieme, senza accendere conflitti e derby immaginari”. In questa linea il ministro Giannini colloca due recenti interventi del governo. “Con il decreto scuola 42/2016 – si legge nel suo messaggio – abbiamo destinato 12,2 milioni di euro del 2017 per il sostegno dei disabili iscritti nelle scuole paritarie” e questo perché “i principi di solidarietà, di integrazione e di inclusione sociale valgono in tutte le scuole”. A settembre, inoltre, partirà la campagna di comunicazione sullo school bonus, un provvedimento che riguarda anche le paritarie e che secondo il ministro “cambierà l’approccio all’investimento sulla scuola, con benefici fiscali significativi per chi farà donazioni per la costruzione di nuovi edifici, per la manutenzione e la promozione di progetti dedicati all’occupabilità degli studenti”. Il saggio “Il diritto di apprendere. Nuove linee di investimento per un sistema integrato”, scritto da suor Anna Monia Alfieri, Marco Grumo, Maria Chiara Parola, ruota intorno al cosiddetto “costo standard di sostenibilità per allievo”, un tema questo che vede l’Italia in ritardo nel confronto con il resto dell’Europa. “Si tratta di mettere lo studente al centro”, ha affermato suor Anna Monia, esperta di politiche scolastiche e presidente della Fidae Lombardia. “Non chiediamo soldi per le scuole paritarie – ha aggiunto – vogliamo piuttosto che le famiglie possano scegliere tra una buona scuola statale e una buona scuola paritaria. E smettiamola di trattare questo argomento come se fosse una questione che riguarda i ricchi: i ricchi già possono scegliere, sono i poveri che si vedono negato questo diritto”. Marco Grumo, economista dell’Università Cattolica di Milano, ha spiegato nel dettaglio la proposta. Attualmente il costo medio di uno studente di una scuola statale è enormemente superiore a quello di una paritaria. Ristrutturando la spesa per la scuola sulla base del criterio comune del “costo standard di sostenibilità”, gli autori del saggio calcolano che il sistema, oltre a introdurre finalmente un principio di equità, consentirebbe un risparmio per lo Stato pari a 17 miliardi di euro. Fabrizio Azzolini, presidente dell’Age (Associazione italiana genitori), a sua volta ha ricordato l’impegno dell’Age per la libertà di scelta educativa delle famiglie e ha sottolineato con forza il principio costituzionale secondo cui “i genitori sono i titolari del diritto di educare i loro figli”.
 
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